SIRIA & GIORDANIA; Aleppo, Palmyra, Damasco, Amman, Petra


SIRIA e GIORDANIA 2011

Siria e Giordania da Roma e Milano


Programma di Viaggio;

 

Siria e Giordania

 

PERIODO: 2011

DURATA: 8 giorni 7 notti

 

 

1 giorno     Italia / Amman / Aleppo

Appuntamento con i partecipanti presso l’aeroporto di Partenza. Disbrigo delle formalità di imbarco e partenza con il volo RJ. Arrivo ad Amman e coincidenza con il volo RJ per la Siria. Arrivo previsto in tarda serata. Disbrigo delle formalità di sbarco e doganali ed incontro con il nostro assistente in loco per il trasferimento immediato presso l’Hotel Chabba Palace*****. Sistemazione nelle camere riservate e pernottamento in hotel.

 

 

2 giorno     Aleppo / Palmyra                                                        Km 340

Rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Appuntamento nella hall dell’hotel con la nostra guida in lingua Italiana e partenza per la visita di Aleppo; Seconda città della Siria e una delle più antiche città del mondo. Si trova a nord-ovest del Paese sull'altopiano siriano settentrionale. Aleppo è anche detta la "città grigia" (esh-Sheba) a causa del caratteristico colore delle case costruite con roccia calcarea. Questo soprannome è invece completamente inadatto a descrivere il "carattere" di questa città, che grazie alla sua posizione, era il crocevia delle strade carovaniere tra Mesopotamia, Turchia, Arabia e mar Mediterraneo, e quindi punto di incontro tra varie culture. Infatti Aleppo è abitata da varie etnie: arabi, turchi, armeni e, inoltre, si mescolano diverse religioni che quindi la rendono molto "colorata" per la diversità di usi e costumi che si trovano in questa grande città. Si può ammirare la totalità della città dalla cittadella, da dove lo sguardo spazia sui tetti dai quali sbucano i minareti delle moschee. Da non perdere una visita al suq, nei sui 12 chilometri di stradine si viene avvolti dagli odori delle spezie, i colori delle stoffe e dal rumore della folla in movimento tra i numerosissimi negozietti. Visiteremo il Museo, la Moschea Omayada, La Cittadella e il Bazar dal soffitto rosso. Pranzo in ristorante. Al termine partenza con destinazione Palmyra. Sistemazione presso il Palmyra Palace Hotel***** Cena e pernottamento in Hotel.

 

 

3 giorno     Palmyra / Damasco                                                   Km 245

Rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Incontro con la nostra guida ed inizio delle visita della città di Palmyra; A 250 km a nord-est di Damasco, circondata dal deserto, si trova l'antica città di Palmyra. La costruzione della città in questi luoghi è stata possibile dalla presenza di una copiosa sorgente che sgorga dalle pendici del Gebel Muntar. Questa sorgente ha permesso la crescita di una estesa oasi di palme, ulivi e melograni, l'irrigazione e quindi la coltivazione del deserto circostante oltre al continuo rifornimento idrico alla città. Queste favorevoli condizioni oltre al fatto che, Palmyra, si trova nell'unica frattura della barriera calcarea che divide il mediterraneo dalla Mesopotamia, Persia, Asia centrale, e le lontane India e Cina, ha reso questo luogo il passaggio obbligato per i commerci tra le antiche civiltà. Tutto questo ha fatto si che Palmyra diventasse una fiorente città dedita al commercio e che riuscì, nel periodo del suo massimo splendore, a controllare vasti territori. Visiteremo il Museo; All'ingresso della città moderna si trova il museo archeologico di Palmyra inaugurato nel 1961. Si viene accolti da una statua di leone, trovata in frammenti vicino al tempio di Allath e che simboleggia la stessa dea araba. Nell'atrio è stata invece ricostruita una grotta dell'età della pietra scoperta a 22 chilometri a nord della città. Il museo si sviluppa su due piani con 6 sale per ogni piano dove si possono ammirare numerosi manufatti palmireni ritrovati nel sito archeologico. Tra questi sono molto numerose le rappresentazioni dei busti di defunti intagliati in lastre di pietra che chiudevano i loculi funerari. Sono esposti statue, sarcofaghi, monete, le tessere in terracotta per l'ingresso a templi e molto altro. Questi numerosi reperti danno l'idea dell'alto livello di raffinatezza raggiunto dall'arte palmirea e dell'abilità dei suoi artigiani. Le Tombe a Torre; Sono i monumenti funerari più antichi, le prime risalgono al I secolo a.C., costruite a forma di torre a base quadrata appoggiate su un podio a gradini, i vari piani sono collegati da una scala in pietra. Le prime torri erano molto semplici e i loculi erano esposti all'esterno, dal I secolo d.C. i parmireni cominciarono a curare l'aspetto di queste torri sia all'esterno che all'interno. Questo tipo di tombe sono tipiche di Palmyra e non hanno equivalenti nelle città dell'antico oriente a parte delle tombe nella regione dell'Eufrate che, però, dipendeva da Palmyra. Il Tempio di Baal; Il monumento attuale è costruito sopra un precedente santuario di epoca ellenistica che a sua volta è stato costruito sopra ad un tell artificiale, infatti sono stati trovati dei manufatti dell'epoca del Bronzo Medio (2200-1500 a.C.) a circa 6 metri di profondità. La cella centrale è stata consacrata nel 32 d.C. ma la costruzione del tempio fu completata solo alla metà del II secolo d.C. La sua distruzione iniziò nel 273 ad opera di Aureliano durante la seconda conquista della città. In questo tempio si venerava, come dio principale, il dio Bel, corrispondente a Zeus per i greci e Giove per i romani. Il nome Bel deriva dalla pronuncia babilonese della parola semitica Ba'al che significava signore. Nell'antica Palmyra si pronunciava Bôl che in seguito divenne Bel a causa dell'influenza del dio babilonese Bel Marduk. Altre due divinità erano molto importanti a Palmyra: Yarhibol, dio del sole, e Aglibol, dio della luna. Bel assieme a queste due divinità formavano la triade cosmica di Palmyra e sono rappresentate nel soffitto del vano all'estremità nord della cella. Il tempio è composto da una grande corte di 210×205 metri e da una cella centrale,. La corte era chiusa da un muro alto, originariamente, 11 metri (peribolo), l'interno di questo muro erano costruiti dei portici, quelli sui lati nord, est e sud erano a doppia fila di colonne corinzie. Nel lato ovest, dove si trova l'ingresso attuale, aveva una sola fila di colonne ma dominava gli altri grazie ad un triplo arco monumentale (propylon) in linea con l'ingresso alla cella centrale. Al termine delle visite proseguimento verso Damasco. Pranzo presso il ristorante Palmyra Gate. Prima del nostro arrivo a Damasco breve sosta sul Monte Qassioun per una panoramica della città al tramonto. Arrivo a Damasco e sistemazione nella camere riservate presso lo Sheraton Hotel*****. Cena e pernottamento on hotel.

 

4 giorno     Damasco / Amman                                                    Km 230

Rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Incontro con la nostra guida nella hall dell’hotel e partenza per la visita di Damasco; la quarta città santa dell'islam dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme, è ugualmente santa per gli sciiti e sunniti. É importante anche per i cristiani perché qui l'apostolo Paolo compì la sua conversione, inoltre nella grande moschea degli Omayyadi è conservata la reliquia di San Giovanni Battista venerata dai mussulmani. Due terzi della popolazione è di credo sunnita ma sono presenti anche comunità cristiane di varie confessioni e una minoranza armena. Esiste anche una piccola comunità ebraica molto ridotta dopo le varie guerre arabo-israeliane. La città ha una grande tradizione artigianale e mercantile. I manufatti dei bravi artigiani damasceni sono molto diffusi nel mondo e vanno dal legno intarsiato ai broccati, mobili, maioliche e lame d'acciaio. Il turismo è una parte molto importante dell'economia di Damasco e ha contribuito all'aumento demografico della città. La parte della città più interessante è in nucleo storico dove si può visitare la grande moschea degli Omayyadi il palazzo Azem e i movimentati mercati, suq. In questi mercati con numerosissimi negozietti dove si può trovare di tutto: c'è il suq delle spezie quello delle stoffe e altri secondo il tipo di prodotti in vendita in una data zona. Il suq è composto da un dedalo di stradine, in gran parte coperte dove si aprono dei minuscoli negozietti, l'aria è piena degli aromi dei numerosissimi tipi diversi delle spezie in vendita, da una cacofonia di suoni prodotti dalle numerosissime persone che vendono, contrattano e comprano, e la vista è colpita dagli accesi colori delle stoffe e dall'intenso brillare dei gioielli esposti dagli orafi. Visiteremo la Moschea degli Omayyadi; Il luogo dove sorge questa moschea era già utilizzato dagli amorrei duemila anni prima di Cristo per celebrare i loro dei. Anticamente questo luogo era sopraelevato rispetto il territorio circostante di 5-6 metri. Il primo santuario costruito in questo luogo era dedicato al dio semitico della tempesta Hadad-Ramman, il Baal-Hadad di Ugarit poi diventato, in epoca ellenistica e romana, Zeus o Jupiter-Damascenus. I romani modificarono il tempio originale nel I secolo a.C. e poi ancora tra il II e il III secolo d.C., all'epoca dei severi, diventando il forse il più grande della Siria romana. Nel IV secolo una parte del complesso fu trasformato in chiesa cristiana per il divieto imperiale di praticare culti diversi da quello cristiano. Nel 661 il califfo Muawiya fece erigere una moschea sul lato est, quindi per circa 50 anni i mussulmani e i cristiani celebrarono i loro riti fianco a fianco fino a che il califfo al-Walid terzo sovrano della dinastia Omayyade tra il 705 e il 715 fece abbattere tutti gli edifici interni per erigere una grande "moschea di stato". In epoche successive questa moschea superò varie calamità senza subire molti danni ma nel 1893 un grave incendio la danneggiò così gravemente da rendere necessari lunghi restauri. Il muro perimetrale della moschea segue la recinzione interna del tempio romano del quale ha mantenuto l'ingresso, Bab al-Barid, sul lato ovest utilizzato dai fedeli. Alla destra di questo ingresso è presente la sala per la abluzioni rituali. I turisti, invece, entrano dal lato nord dove, in un atrio, le donne possono ricevere un velo per coprirsi i capelli e, nel caso non indossino una gonna lunga, una lunga tunica con cappuccio. Dall'atrio si entra nel cortile ad arcate, sahn, misura 150×100 metri, il doppio ordine di archi che circonda il cortile è rivestito di marmo bianco della fine d'ottocento. Le arcate occidentali, il vestibolo e la stupenda facciata del transetto sono decorati con dei bellissimi mosaici, in parte ancora originali, la mancanza di prospettiva e lo sfondo d'orato evidenziano lo stile bizantino anche se la mancanza di rappresentazioni di esseri umani rispetta i dettami della religione mussulmana. Nel lato ovest del cortile è presente la cupola del tesoro costruita in epoca abasside, IX o X secolo, di forma ottagonale è sostenuta da otto colonne classiche con un bel rivestimento d'orato. La funzione di questo padiglione era custodire il tesoro di stato. La sala di preghiera è divisa in tre navate, una volta l'arcata verso il cortile era completamente aperta quindi l'interno era molto più luminoso e si poteva accedere direttamente dal cortile, attualmente si entra nella sala solo dai lati. L'accesso è consentito solo alle persone scalze e quando non ci sono fedeli in preghiera. La struttura a tre navate richiama quella della moschea del Profeta a Medina, gli interni sono stati rifatti dopo il grande incendio del 1893, le colonne sono state ricostruite in stile neoclassico ottomano e della stessa epoca sono il minbar, l'equivalente del pulpito cristiano, e il cenotafio in marmo, dove sono custodite le reliquie di San Giovanni Battista venerato dai mussulmani come profeta, che ha sostituito quello ligneo. Pranzo presso il ristorante Omayyade Palace. Al termine proseguimento delle visite al Palazzo Azem; Bait al-Azem, palazzo Azem. Questo palazzo e stato costruito, nel 1749, dal governatore ottomano dell'epoca Asad Pasha al-Azem nel tipico stile di una residenza ottomana. È suddiviso in più edifici al cui interno si trovano le sale per gli incontri degli ospiti, chiamate salamlek, e quelle private, haramlek. I diversi edifici, costruiti intorno a 2 cortili con fontana e giardino, sono ricoperti di marmo a fasce policrome come la pavimentazione dei cortili, il tutto da un gradevole effetto visivo che mitiga la maestosità del luogo. Nelle varie stanze è stato creato un museo etnografico, dove sono stati ricostruiti con oggetti e manichini momenti di vita nell'epoca ottomana. Nella cultura ottomana dell'epoca, quando una donna si sposava non poteva più uscire dal palazzo del marito e dovevano vivere nell'harem. Però potevano ricevere la visita della madre e quindi esistevano degli appartamenti dove soggiornavano le madri delle spose durante i periodi di visita, chiamati, ovviamene, "stanze delle suocere". Al termine la Tomba di Saladino ed una passeggiata nel Bazar coperto di Damasco. Al termine proseguimento verso il confine Siriano. Il controllo al confine richiederà un po’ di pazienza a tutti i partecipanti in quanto i controlli sono particolarmente rigidi. Arrivo a Jerash; La ricchezza monumentale e il buono stato di conservazione hanno fatto meritare, a questo sito, l'appellativo di "Pompei dell'Oriente". Prima di entrare nel sito archeologico dell'antica Gerasa si passa per l'imponente arco di trionfo costruito in onore dell'imperatore Adriano che visitò la città durante l'inverno del 129-130. Ha una larghezza di 37 metri e un'altezza di 12, in origine l'altezza era di 31 metri. Poco dopo l'arco di trionfo, sulla sinistra, si trova l'ippodromo, in fase di restauro. Continuando si arriva all'ingresso della zona degli scavi. Si entra attraverso la porta meridionale aperta nelle mura della città. La porta è costruita con lo stesso stile dell'arco di Adriano ma più piccola. Le mura si sviluppavano originariamente su una lunghezza di 3,5 chilometri con una larghezza media di 2,5 metri e rinforzate da torri, ne esistono ancora dei tratti nella zona meridionale. Subito dopo aver attraversato l'ingresso si arriva al foro ovale. Questa bellissima piazza risale al I secolo. Si ritiene che l'insolita forma sia dovuta alla necessità di far convergere l'asse del tempio a Zeus con quello del cardo maximus, la strada principale romana. Il foro è racchiuso da un colonnato formato da 56 colonne di stile ionico e misura 90×80 metri. Non si conosce l'utilizzo di questa grande piazza, alcuni studiosi pensano fosse semplicemente la piazza del mercato e quindi utilizzata per scopi commerciali, altri ritengono, invece, che visto la sua posizione davanti al tempio di Zeus fosse un'area sacra, una zona di culto. Secondo le diverse interpretazioni il piedistallo centrale sarebbe il basamento di una statua oppure un altare. A ovest del foro si trova il teatro meridionale, il maggiore dei tre presenti a Gerasa, é uno dei monumenti più ben conservati della città. Ha la capacità di 4000 posti e viene tuttora utilizzato, una volta all'anno, in occasione del Jerash Festival. Alcune scritte ne fanno risalire la costruzione tra l'81 e il 96 all'epoca dell'imperatore Domiziano. Il primo piano è molto ben conservato con l'elegante scena. La cavea è divisa in 32 file di posti, su alcuni dei quali è ancora visibile la numerazione in greco. La disposizione verso nord evitava che gli spettatori fossero abbagliati dal sole. Dal teatro seguendo una stradina in mezzo agli scavi si passa vicino a varie chiese di epoca bizantina, tra queste la più ben conservata è il cosiddetto complesso delle tre chiese. Questo complesso è composto dalle tre chiese di S. Giorgio, S. Giovanni e Ss. Cosma e Damiano poste una di fianco all'altra tanto che le mura laterali sono in comune. La più ben conservata è quella di Ss. Cosma e Damiano che è stata abbandonata per prima e poi ricoperta dal terreno, proprio grazie a questo terreno che li ha protetti sono arrivati fino a noi i bellissimi mosaici che pavimentavano la chiesa. I mosaici rappresentano numerosi animali, gazzelle, lepri, pavoni e pecore, inoltre sono rappresentati i due finanziatori della chiesa Teodoro e Giorgia. Non molto distante dal complesso delle tre chiese si trova il tempio di Artemide il più importante di Gerasa. Artemide figlia di Zeus e sorella di Apollo era venerata come la dea della caccia e della fertilità, sovrana della natura e della Terra e protettrice della città. Visto l'importanza della dea il suo tempio non poteva che essere maestoso, infatti fu costruito su una collinetta naturale alta 25 metri che dominava il cardo. Dal tempio partiva la strada sacra, composta da scalinate e terrazze, che arriva al cardo al quale si collegava mediante dei propilei, ingressi monumentali. Nel VI secolo i propilei divennero parte di una chiesa. La cella del tempio era circondata da una doppia fila di colonne composta da 32 colonne alte 13 metri, attualmente ne rimangono 11 ancora erette. Le guide impressionano i visitatori infilando dei piccoli coltellini nel punto di appoggio delle colonne per evidenziare le impercettibili oscillazioni. Parallelamente al tempio di Artemide, si trova un altro complesso monumentale composto, partendo dal cardo e salendo, da una cattedrale, un cortile con fontana e la chiesa di S.Teodoro. La cattedrale è stata costruita, alla fine del IV secolo, su un preesistente tempio nabateo del I secolo. I propilei della cattedrale danno direttamente sul cardo e risalgono al tempio nabateo, mentre la scalinata è di costruzione bizantina. Dall'atrio della cattedrale si accede ad un cortile con fontana dove ogni anno si celebrava la ricorrenza delle nozze di Cana dove Cristo trasformò l'acqua in vino. Non è un caso che il precedente tempio era dedicato al dio del vino nabateo Dhushara. Attraversato il cortile si arriva alla chiesa di S. Teodoro, il maggior edificio sacro di epoca bizantina della città, costruita nel V secolo. I due principali monumenti di Gerasa si affacciano entrambi sul cardo, nome dato dai romani alla strada principale delle loro città. Il cardo dell'antica Gerasa era lungo 500 metri e tagliava la città collegando il foro ovale con la porta settentrionale. Ai lati la strada era delimitata da due porticati con un 250 colonne sotto dei quali erano presenti dei marciapiedi sui quali si affacciavano le botteghe. Il cardo era tagliata da due decumani con direzione est-ovest. Uno dei due è lastricato con grosse lastre di roccia calcarea poste a spina di pesce sulle quali si possono ancora vedere i solchi scavati negli anni dal passaggio dei carri. Al termine proseguimento verso Amman. Sistemazione presso l’Hotel Le Meridien*****. Cena e pernottamento in hotel.

 

 

5 giorno         Amman / Madaba / Monte Nebo / Kerak / Petra                   Km 230

Rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Incontro con la nostra guida nella hall dell’hotel e partenza alla volta di Petra. Visiteremo Madaba; la "città dei mosaici" si trova sulla strada dei re a circa 35 chilometri a sud-est di Amman ad un'altezza di 730 metri sul livello del mare. Per la prima volta si parla di Medeba nei Mumeri, il quarto libro del vecchio testamento ma, il ritrovamento di un reperto dell'età del ferro, porta la datazione dei primi insediamenti a Madaba molto tempo prima. Il periodo di maggior splendore di Madaba fu sotto i bizantini i quali eressero numerosi uffici amministrativi e 15 chiese con splendidi mosaici. Ma nei secoli VII e VIII a causa di saccheggi e terremoti la città si spopolò. Solo nel 1880 un migliaio di famiglie provenienti da Karak la ripopolarono anche se utilizzarono i resti degli antichi monumenti come materia prima per costruire le proprie abitazioni. All'interno della chiesa greco-ortodossa di S. Giorgio si può vedere il mosaico più famoso di Madaba che rappresenta la pianta delle palestina. Originariamente questo mosaico ricopriva il pavimento di una chiesa bizantina del VI secolo sopra della quale è stata costruita, nel 1896, la chiesa greco-ortodossa attuale. Una serie di sepolture e alcuni incendi hanno irrimediabilmente danneggiato questo stupendo mosaico che in origine contava più di 2,3 milioni di tessere. Ulteriori danni sono stati causati, in tempi moderni, dalla costruzione dell'attuale chiesa e dall'errata abitudine di utilizzare l'acqua per la pulizia del pavimento. Grazie ad un accurato intervento di restauro sono stati evitati altri danni al mosaico. Il mosaico misura 16×16 metri e rappresenta la pianta della palestina che va da Tyros a nord fino all'Egitto inferiore a Sud, e dal mediterraneo a ovest fino al giordano ad est. Il motivo della creazione di questo stupendo capolavoro era di dare informazioni ai pellegrini sulla Terra Santa. Al centro è molto evidente la pianta di Gerusalemme con la cinta di mura completa delle 21 torri e le 6 porte. Nella rappresentazione del fiume Giordano e del Mar Morto sono rappresentati anche pesci e barche. Nella parte inferiore si vede il Mediterraneo mentre all'estrema destra, nella navata laterale, si può vedere il delta del Nilo. In totale, nella mappa, sono rappresentate 150 località, una parte delle quali con il nome greco, oltre a numerose piante e animali. La datazione del mosaico è stata eseguita grazie alla presenza, all'interno delle mura di Gerusalemme, dell'immagine della chiesa di Nea Theotokos della quale si conosce esattamente il periodo di costruzione: il 542 sotto Giustiniano. Quindi si può supporre che il mosaico è stato costruito nella seconda metà del VI secolo. Al termine proseguimento per il Monte Nebo; si trova a circa una trentina di chilometri a sud-ovest di Amman. Secondo quanto scritto nella Bibbia in "Deuteronomio, 34 1-5", Mosè salì su questo monte dove il Signore gli mostrò la Terra Promessa e quindi gli disse che non ci sarebbe mai entrato, Mosè morì sul Monte Nebo. Secodo la leggenda fu sepolto su questo monte come ricordato in un memoriale all'interno della Basilica delle Rimembranze I primi insediamenti risalgono alla notte dei tempi. In periodo romano al posto della Basilica delle Rimembranze esisteva un mausoleo. Nel IV secolo un gruppo di monaci egiziani costruirono, al posto del mausoleo, una piccola basilica a tre navate che, nel VI secolo fu ampliata con pavimenti in mosaico e diventò un monastero. Anche dopo la conquista islamica questo luogo continuò a rimanere un luogo di culto fino al tardo medioevo quando fu abbandonato. Pranzo al ristorante Rest House di Kerak. Al termine proseguimento per la visita di Kerak; La città di si trova a circa 90 km a sud di Amman, sorge su uno spuntone di roccia circondato da un territorio collinoso e fertile. È dominata da una delle più importanti fortezze cristiane del XII secolo. La fortezza, costruita nella parte meridionale della piattaforma rocciosa, era separata dal resto della città da un fossato che, attualmente, è quasi completamente interrato. Le rovine delle torri e delle possenti mura sono in enorme contrasto con le piccole abitazioni arroccate lungo i fianchi della collina. Le dimensioni della fortezza e la disposizione su vari livelli dei numerosi ambienti, stanze, stalle, grandi locali di servizio, rendono molto difficile l'orientamento e disorientano il visitatore. Inoltre, il pessimo stato di conservazione di alcune costruzioni, rende molto difficile comprendere la visione d'assieme di questa enorme costruzione. Quando il visitatore arriva nei punti più elevati della fortezza può ammirare il grandioso panorama che spazia sulla pianura sottostante e allora comprende l'importanza strategica di questo luogo. Da qui si potevano controllare le comunicazioni tra Damasco e il sud. Al tempo dei crociati e, successivamente, degli ayyubidi l'ingresso alla fortezza erano una serie di tunnel sotterranei, attualmente vi si accede da un comodo passaggio sul lato nord. Le varie fasi della costruzione sono riconoscibili dal tipo diverso delle pietre utilizzate nella costruzione. Nel XII secolo i crociati di Le Boutellier usarono pietre basaltiche di sfumatura nera e rossastra, mentre i mussulmani utilizzarono pietre calcaree giallo-grigie. La struttura della fortezza è essenziale, esiste un solo elemento decorativo: una lastra quadrata di pietra con un rilievo geometrico. La costruzione più imponente è il maschio di pietra calcarea costruito dagli ayyubidi, fortificato con feritoie, alto quattro piani e largo 35 metri. Al termine proseguimento per Petra e sistemazione presso l’Hotel Taybet Zaman*****. Cena e pernottamento in hotel.

 

 

6 giorno     Petra

Trattamento di mezza pensione in hotel. Incontro con la nostra guida e partenza per un’intera giornata di visite al sito di Petra; si trova nel sud-ovest della Giordania a circa 130 Km a nord-est di Aqaba nei pressi della città di Wadi Musa, in una posizione elevata sul livello del mare in mezzo ad alte montagne, quindi, anche se nel periodo estivo fa molto caldo, non è raro trovare la neve durante l'inverno. Sono presenti numerosi negozi di souvenir e una banca per eventuali cambi di valuta. Dal Visitors Center si parte per una strada sterrata divisa in due parti da un basso muretto, una parte è utilizzata per i cavalli a l'altra per i pedoni. Dopo circa un chilometro si arriva all'inizio del SIQ. Lungo questo percorso si incontra, circa a metà strada, il primo monumento nabateo la "Tomba degli obelischi". All'ingresso del SIQ i nabatei avevano costruito una diga per impedirne le inondazioni durante le forti piogge. Un'altro sbarramento, che convoglia le acque in un tunnel, fu costruito dopo il 1963 quando un gruppo di turisti perse la vita a causa di un forte temporale. Il SIQ è una stretta gola lunga poco più di un chilometro e larga, in alcuni punti, solo pochi metri. È delimitata da alte pareti spioventi, fino 100 metri, di roccia arenaria. Questa stretta gola, ingresso principale a Petra, è stata creata da sommovimenti tettonici e, in origine, era il letto del Wadi Musa il cui percorso è stato deviato dai nabatei. Il suo ingresso era abbellito da un arco di pietra almeno fino gli ultimi anni dell'ottocento, come descritto da una litografia di David Roberts del 1838, prima che fosse abbattuto da un terremoto. Entrati nel SIQ si prova una sensazione di oppressione per le alte pareti rocciose che circondano il visitatore e che lasciano trasparire solo una piccola porzione del cielo azzurro. Questa sensazione, continuando ad addentrasi nel SIQ, viene sostituita dallo stupore per i colori e le forme sempre diversi ad ogni curva. In origine i nabatei avevano lastricato questa stretta gola con grandi lastre di pietra calcarea e ad un'altezza di circa un metro e mezzo da quella attuale. Questa pavimentazione è quasi completamente scomparsa spazzata via dalle piogge, se ne possono vedere pochi resti in alcuni anfratti. La pavimentazione attuale, visibile in alcuni punti, è di origine romana. Ai due lati, poco sopra il livello originale, sono visibili le condotte, scavate nella roccia, che portavano l'acqua della "sorgente di Mosè" alla città. In alcune insenature della gola si possono vedere delle dighe costruite recentemente, dopo la tragedia del 1963. Lungo il percorso si incontrano, scolpiti nella roccia, vari capitelli. Si pensa che in origine contenessero delle statuette di divinità. Attualmente questi capitelli sono molto rovinati a causa dell'erosione. Lentamente, senza quasi rendersene conto, si arriva alla fine del Siq dove si comincia a vedere, tra le anse della roccia, il più famoso e maestoso monumento di Petra chiamato dai beduini "Kazne Firaun" cioè "Tesoro del Faraone". Le immagini sottostanti danno solo una pallida idea di come compare Il Tesoro all'uscita del Siq. Il nome di questo monumento deriva dalla credenza beduina che all'interno dell'urna, scolpita in cima al monumento, fosse nascosto il ricco tesoro di un faraone. In realtà l'urna è di pietra massiccia ma, a causa di questa leggenda, fino a non molto tempo fa, i beduini di passaggio continuavano a sparare a questa urna nel tentativo di spezzarla. Si possono vedere distintamente i danni causati da questi colpi. Non si conosce la funzione esatta del di questo monumento ma, si ritiene, che fosse la tomba del re nabateo Areta III, vissuto nel I secolo a.C. nel periodo di maggior splendore di Petra. Il Tesoro del Faraone è alto 40 metri e largo 25 e diviso in due piani. Il piano terra è composto da un porticato con 6 colonne corinzie, le quattro centrali sostengono un frontone. Tra le due colonne laterali si possono vedere due altorilievi raffiguranti figure maschili. All'interno del portico si aprono tre portali, quello più grande centrale porta alla grande camera principale, mentre gli altri due ad altrettanti ipogei laterali. Questi tre locali, probabilmente, avevano lo scopo di custodire i sarcofaghi. La terza colonna da sinistra è stata rimessa al suo posto e in parte ricostruita in epoca moderna, infatti in una litografia di Roberts degli inizi dell'ottocento, la si vede spezzata con la parte mancante a terra davanti al monumento. Il piano superiore è diviso in tre parti: due quinte laterali a due colonne con semifrontoni mentre la parte centrale è un tempietto con due colonne sopra del quale si trova l'urna del mitico tesoro. Tra le colonne del tempietto sono presenti delle statue femminili la centrale delle quali rappresenta Iside o Tyche, la dea del destino. Allontanandosi dal Tesoro, lungo Outer Siq, la valle si allarga e si possono vedere altre piccole tombe sempre scavate nella roccia fino ad arrivare presso il Teatro e la necropoli. Il teatro fu costruito dal re Areta IV tra gli anni 4 a.C. e il 27 d.C. e successivamente ampliato dai romani. Fu distrutto, probabilmente, dal terremoto del 365 e riscoperto durante degli scavi all'inizio degli anni 60 del novecento da degli archeologi americani. Le gradinate sono scavate nella roccia arenaria e in origine contenevano 3000 posti disposti su 33 file. Nell'immagine si possono vedere le grotte scavate di fianco e sopra le gradinate utilizzate, anche di recente, come abitazioni e tombe dai beduini. Continuando lungo la valle, sulla destra, si possono ammirare una serie di sepolcri chiamati nel loro insieme le Tombe Dei Re. Nome giustificato da recenti studi che hanno dimostrato che vi erano sepolti membri della famiglia reale e dignitari di corte. La più imponente di queste tombe è quella dell'Urna anche detta Tribunale, la si raggiunge tramite una scala costruita recentemente. La facciata è divisa da due colonne centrali e due pilastri laterali, la parte alta di questa facciata è abbellita da un architrave con un frontone sopra del quale è presente un'urna. Ha una camera di 17 × 18 metri che ne fa la più grande delle tombe rupestri nabatee. Il cortile davanti alla facciata ha due porticati laterali, di cui solo uno ancora intatto, composti da un piccolo colonnato di cinque colonne. In epoca bizantina questa tomba vedeva utilizzata per la celebrazione di messe. Alla sinistra della Tomba dell'Urna è scolpita la Tomba Dipinta o della Seta, il suo nome è dovuto dall'intensa colorazione rossa della roccia sulla quale è stata scolpita. Continuando sempre a sinistra si in contra la Tomba Corinzia e la Tomba del Palazzo. La Tomba Corinzia è molto simile come aspetto nella parte superiore al Tesoro del Faraone ma, purtroppo, più danneggiata. Questa somiglianza fa ritenere che entrambe le tombe siano state costruite nello stesso periodo. I capitelli che ne hanno dato il nome, in realtà non sono corinzi ma nabatei. La successiva Tomba del Palazzo è molto danneggiata dall'erosione, ma rimane uno dei monumenti più maestosi di Petra. A non si conosce l'esatta funzione di questo monumento, si ritiene che nel cortile antistante si tenessero le cerimonie funebri di alti dignitari, ma non si sono trovati resti di sepolture. D'altronde, nonostante l'imponente facciata con tre ordini di colonne, si esclude che fosse una residenza reale a causa delle sole quattro camere di 10 × 7 metri, in cui è diviso l'interno, non sufficienti per un palazzo reale. Allontanandosi dalla parete delle Tombe dei Re lungo il percorso del Wadi Musa, un torrente in secca, la vallata si allarga e si arriva al centro della città. Qui si cammina sul Cardo Maximus la strada principale della città parallela al percorso del Wadi Musa. Tra il 74 e il 114 d.C. fu trasformata dai romani in una monumentale strada lastricata con lunghi colonnati mercati, negozi ed edifici pubblici. Sulla destra, alla confluenza con un'altro fiume, esisteva un grande ninfeo. Verso la fine del cardo si attraversa la grande porta a tre archi larga 18 metri costruita ne 114 d.C. in onore dell'imperatore Traiano che, in segno di gratitudine conferì a Petra il titolo di metropolis Lo scopo di questa porta era di dividere il settore aperto a pubblico del centro cittadino dalla zona sacra intorno al tempio. Alla fine del Cardo Maximus si arriva presso il Qasr al-Bint Firaun il nome arabo significa "la fortezza della figlia del faraone" e deriva da una leggenda beduina che parla di una principessa che avrebbe sposato chi fosse riuscito a portare l'acqua corrente nel suo palazzo. In realtà questo edificio, il meglio conservato di Petra, era il tempio principale della città dedicato alla divinità nabatea Dhushara. Si pensa sia stato costruito durante il regno del re Obodas III dal 30 al 9 a.C. oppure durante il regno del suo successore Areta IV dal 9 a.C. al 40 d.C. Poco più avanti, sulla parete del monte el-Habis si può vedere la Tomba della Finestra chiamata anche Tempio dell'arcobaleno a causa delle striature di vari colori delle roccia, attualmente è stato strasformato in un piccolo museo archeologico dove vengono conservati vari reperti trovati a Petra, ceramiche nabatee, statue e bassorilievi. Originariamente poteva essere un luogo di culto o un'abitazione di grandi dimensioni. Pranzo presso il ristorante BASIN all’interno del sito. In prossimità del ristorante inizia il sentiero che dopo circa un'ora di cammino e 800 gradini porta sulla cima del Jabel ed-Deir. Per chi vuole fare questa salita risparmiando le forze si può salire per questo sentiero a dorso d'asino, pagando per il servizio i beduini in attesa all'inizio del sentiero, anche se, considerando i precipizi che si trovano lungo il sentiero, forse è meglio rimanere con i piedi per terra. Arrivati alla fine si può ammirare il maestoso "ed-Deir" (Il Monastero) Questo monumento ha le imponenti dimensioni di 47 metri di larghezza e 43 metri di altezza che superano quelle del "Tesoro del Faraone" anche se non ne eguaglia l'eleganza. Probabilmente il nome "Monastero" deriva dal successivo utilizzo, da parte di alcuni eremiti, di questo sito. In realtà non si conosce l'esatta funzione del monumento ma, a causa della mancanza di loculi all'interno dell'unica sala quadrata, si ritiene improbabile l'utilizzato come tomba quindi si pensa fosse un luogo di culto, un tempio. Purtroppo la mancanza di statue nelle cinque nicchie della facciata e quindi l'impossibilità di sapere se queste statue rappresentassero divinità o illustri personaggi nabatei, rende impossibile la conferma di un'ipotesi o l'altra. Al termine rientro in hotel. Tempo utile per il relax. Cena e pernottamento in hotel.

 

 

7giorno      Petra / Wadi Rum / Amman                                      Km 216

Rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Incontro con la nostra guida e partenza alla volta del Wadi Rum; Questa valle si trova nell'estremo sud della Giordania a circa 40 chilometri da Aqaba. Nei tempi passati il Wadi Rum non era una landa desolata come è ai nostri giorni. Sono stati ritrovati alcuni reperti che dimostrano la presenza umana in questa valle già dal neolitico, quindi quasi 10.000 anni fa. Gli uomini che vivevano in questa, attualmente, arida valle, si mantenevano coltivando la terra e allevando il bestiame. In epoche più recenti, nel IV secolo a.C., i nabatei, i costruttori di Petra, controllavano in questi luoghi il passaggio delle carovane sulla "via dell'incenso". Presso una fonte nabatea, alimentata da 13 vicine sorgenti, si trovano scritte e incisioni rupestri nabatee e thamundite. I thamudi erano un popolo originario dell'Arabia Saudita che attraversavano i deserti giordani con le loro carovane nel periodo tra il V e il VII secolo. Attualmente il Wadi Rum è abitato da circa un migliaio di abitanti della più grande tribù beduina, i Howeitat. Lo scenario che si presenta è di inaudita bellezza, il tour prevde 2 ore nel deserto con Jeep 4x4 appositamente riservate per il gruppo. Pranzo presso il ristorante SULTANI. Al termine proseguimento il lago salato. Il punto più basso del nostro pianeta, 400m sotto il livello del mare. Proseguimento verso Amman. Sistemazione presso l’Hotel Le Meridien****. Cena e pernottamento in hotel.

 

 

8 giorno     Amman / Italia

Sveglia di buon mattino, rilascio delle camere e prima colazione in hotel. Incontro con la vostra assistenza nella hall dell’hotel e trasferimento in aeroporto. Disbrigo delle formalità doganali e di imbarco e partenza con il volo RJ. Arrivo previsto in Italia tarda mattinata. Fine dei servizi.

 

Quota di Partecipazione;

 

Siria & Giordania

Listino 2011

Partenza da Roma & Milano

Voli di Royal Jordanian

 

Gennaio

Euro 1.649,00

Febbraio

Euro 1.699,00

Marzo

Euro 1.699,00

Aprile

Euro 1.699,00

Maggio

Euro 1.599,00

Giugno

Euro 1.549,00

Luglio

Euro 1.699.00

Agosto

Euro 1.799,00

Settembre

Euro 1.649,00

Ottobre

Euro 1.749,00

Novembre

Euro 1.549,00

Dicembre

Euro 1.649,00

  

Proposta soggetta a disponibilità e riconferma costi e tariffe volo

Listino sviluppato con le tariffe in vigore al 20 ottobre 2010

partenze di alta stagione, ponti e festività soggette a supplemento

 

La Quota Comprende;

 

Voli internazionali di linea Royal Jordanian

Trasferimenti con pullman privato GT

Sistemazione in camera a due letti con servizi privati

Hotel di categoria 5 stelle come da programma

1notte Aleppo; Hotel Chabba Palace 5*

1notte Palmyra; Hotel Palmyra Palace 5*

1notte Damasco; Hotel Sheraton 5*

1notte Amman; Hotel Le Meridien 5*

2notti Petra; Hotel Taybet Zaman Resort 5*

1notte Amman; Hotel Le Meridien 5*

Facchinaggio per tutta la durata del viaggio di 1 collo a passeggero

Trattamento di pensione completa come da programma

Tutte le visite, gli ingressi ed i trasferimenti menzionati con bus esclusivo

Guida locale parlante italiano sia in Siria che in Giordania

Kit e documentazione di viaggio.

La Quota NON Comprende;

 

Le bevande ai pasti

Tasse locali e Visti di ingresso Siria e Giordania Euro 41,00

Le mance pari a Euro 45,00 a persona, da versare in loco

Tasse Aeroportuali Euro 195,00, soggette a riconferma

Tasse in uscita dalla Siria da pagare in loco pari a USD 12,00 a persona

Polizza annullamento viaggio Euro 66,00

Assicurazione medico e bagaglio Euro 50,00

Supplemento singola Euro 599,00

NESSUNA riduzione terzo letto adulti

Coordinatore dall'Italia al raggiungimento di 25 persone

Adeguamento carburante al momento NON disponibile

Extra di carattere personale e quanto non indicato nella voce “Le quote comprendono”

NOTE;

 

 

 

Alberghi previsti:

 

Aleppo

Chabba Palace 5*

Palmyra

Palmira Palce 5*

Damasco

Sheraton 5*

Amman

Le Merdien 5*

Petra

Taybet Zaman 5*

 

ATTENZIONE:

Obbligatorio il passaporto in corso di validità, regolamentato dalla normativa vigente in Italia e con almeno sei mesi di validità antecedenti al giorno di partenza.

 

NON verranno accettati passaporti che riporteranno visti, transiti e/o ingressi in Israele.

 

Al momento della conferma di prenotazione dovrete; compilare un modulo governativo, inviarci il passaporto con 2 fototessera.

 

Il suddetto programma potrebbe subire delle variazioni, in loco, tecnico logistiche, ma senza comunque alterarne il contenuto.

 


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SIRIA & GIORDANIA; Aleppo, Palmyra, Damasco, Amman, Petra

INSOLITA SIRIA; Damasco, Maalula, Deir Mar Musa, Krak dei Cavalieri, Hama, Apamea, Ebla, Aleppo, Qala'at Ja'abar, Rasafa e Palmira